Lettera del CONSIGLIO DELL'ORDINE DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE DI FERMO

Lettera del CONSIGLIO DELL'ORDINE DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE DI FERMO

«Siamo gli occhi della speranza»

Infermeri in prima linea per la lotta al Coronavirus.

Sono trascorsi 40 giorni da quando questa emergenza sanitaria ha modificato radicalmente il modo  di vivere di tutti noi. Come professionisti sanitari siamo stati travolti dagli eventi e  costretti a rincorrere un’organizzazione utile a fronteggiare una pandemia di tali proporzioni. Noi infermieri ci troviamo  in prima linea a gestirla insieme a tutti coloro che si stanno adoperando, senza sosta e con energie allo stremo, nel tentativo di salvare più vite possibili. La stanchezza che si avverte non è dovuta solamente alla mole di lavoro, ma legata alla difficile gestione delle emozioni. Lottiamo contro un nemico invisibile che sta provocando  profonda sofferenza e ci fa lavorare in una situazione di straordinarietà assoluta dove è necessario adeguarsi continuamente a nuove procedure, protocolli, piani di attività. Abbiamo dovuto “reinventare” metodologie ed applicazioni per poter svolgere a pieno ed in modo adeguato anche i più elementari atti assistenziali. L'esperienza professionale di ognuno è tesoro per trovare il giusto gesto per migliorare le sorti dell'assistito. I nostri occhi sono l'unica parte di noi che  “le persone assistite”  Covid 19 positive riescono a vedere, ed attraverso essi cercano conforto, rassicurazione e la speranza di riuscire a guarire e  riabbracciare le proprie famiglie. La morte è sempre lì, in agguato, pronta a strapparli ai loro affetti più cari, e quando accade ci siamo solo noi accanto ai “nostri assistiti”, i nostri sguardi restano il loro unico sollievo.

E’ evidente il lavoro immenso che gli infermieri stanno svolgendo al fianco di medici e degli altri operatori sanitari impegnati nelle strutture ospedaliere e sul territorio con l'unanime obiettivo di garantire le migliori cure possibili. Nessuno si è tirato indietro davanti a questa emergenza tanto che molti sono i colleghi che si ammalano di covid-19 mentre prestano il l oro servizio.

Sui volti degli infermieri i segni della stanchezza si mescolano a quelli delle mascherine, ma a testa alta procediamo sulla nostra “strada”: assistere i malati, con il fermo convincimento che i valori etici e deontologici che ci appartengono debbano essere espressi con il  nostro silenzioso lavoro quotidiano.

Questo Consiglio si augura che nell’immediatezza tutti i cittadini abbiano vivo  quel  senso civico che impone il rispetto delle misure restrittive impartite dal Governo volte a ridurre la diffusione del virus. Inoltre auspica che la sicurezza di tutti i professionisti della salute venga tutelata come bene primario attraverso il rispetto della normativa vigente e la disponibilità di idonei dispositivi di sicurezza individuale. Terminato questo periodo di emergenza  lo sforzo e lo spirito di sacrificio degli infermieri dovrà ottenere il giusto e meritato riconoscimento con  un ruolo essenziale ed insostituibile  nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Ma detto questo, ora deve prevalere il senso etico e deontologico in ogni categoria professionale presente sul territorio, occorre mantenere un alto senso di coesione e di unità sociale facendo fronte comune dinanzi all’emergenza perché in questo momento solo uniti e con l’aiuto di tutti ce la possiamo fare.

Ai nostri colleghi rivolgiamo un profondo ringraziamento per la preziosa opera che stanno compiendo e li esortiamo a non lasciarsi coinvolgere da polemiche sterili o da riflessioni che potranno essere condotte in una fase successiva. Ora niente distrazioni, non possiamo permetterci di perdere altri colleghi! 

 

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